Didattica a distanza, videoconferenze e privacy

L'importanza di proteggere la privacy di minori ed insegnanti

Continuity s.r.l., Baiamonte Sonia

Da Vicepresidente di un'azienda di informatica che si è sempre impegnata nella protezione dei dati dei nostri clienti, da genitore alle prese con la didattica a distanza in seguito all'emergenza sanitaria ,che ci interessa tutti a livello mondiale, mi trovo in difficoltà a far comprendere ai " non addetti ai lavori" quanto sia fondamentale proteggere la privacy di alunni, genitori e insegnanti, di tutti.

Noto a malincuore una mancanza di consapevolezza sull'argomento, d'altro canto siamo abituati a utilizzare indiscriminatamente social che sono letteralmente sommersi da immagini, video e informazioni personali di minorenni , esponendoli a rischi concreti che ignoriamo totalmente, salvo poi trovarci in situazioni pericolose che non avremmo mai neppure immaginato potessero esistere.

In questi giorni molte testate giornalistiche hanno riportato diverse notizie davvero poco rassicuranti su alcune piattaforme utilizzate per la didattica a distanza.

Si parla di veri e propri data breach, di multinazionali che cedono i nostri dati a Fb come in questo articolo del Corriere, cito testualmete :

Zoom una delle app di videochiamate e videoconferenze e anche videolezioni più utilizzate del momento è stata accusata di diffondere illegalmente le informazioni personali degli utenti. La società ha raccolto i dati nel momento in cui gli utenti installavano o aprivano l’applicazione e li condivideva a loro insaputa con Facebook, secondo la causa trasmessa lunedì scorso alla Corte federale di San Jose, California 

[Fonte]

La cosa appare ancora più interessante se addirittura un grande imprenditore come Elon Musk, fondatore di Tesla, vieti ai propri dipendenti di utilizzarlo.

Space X, la compagnia spaziale di Elon Musk, vieta ai dipendenti di usare l’app di videoconferenza dopo l’indagine dell’Fbi e gli attacchi dei giorni scorsi

[Fonte]

Stiamo parlando di malintenzionati che si introducono all'interno di web conference aziendali e scolastiche, di video porno o di incitamento all'odio che partono improvvisamente durante una lezione.


‘Zoom-Bombing’ Hijacks Online Class Meetings In Massachusetts, FBI Warns

“The FBI has received multiple reports of conferences being disrupted by pornographic and/or hate images and threatening language,” the agency said in a statement.

[Fonte]

Tutte notizie che non possono lasciarci indifferenti.

In questi giorni ci siamo sentiti in dovere di approfondire queste tematiche. Da numerosi fonti ci vengono segnalati diversi problemi e siamo in contatto con esperti di  privacy a livello nazionale che stanno cercando di sensibilizzare le scuole sull'utilizzo di piattaforme sicure che assicurino, per esempio, che i dati siano al sicuro su server di proprietà della scuola, e non ceduti all'estero a grandi multinazionali che ne hanno solo profitto.

 
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Vi segnalo a questo proposito un documento assai significativo e ricco di riferimenti dove un gruppo di esperti di privacy segnala un grave problema dei mezzi di comunicazione per la didattica a distanza consigliati dal sito Web del MIUR.

In particolare, fanno notare come le due piattaforme consigliate (Google Suite For Education e MIcrosoft Office 365 Education A1), non rispettino il diritto umano fondamentale alla riservatezza come previsto dagli articoli 12 e 19 della dichiarazione dei diritti umani delle Nazioni Unite.

Si sottolinea dunque l'importanza di utilizzare piattaforme tecnologiche che siano in linea con i principi della costituzione italiana e della Dichiarazione Delle Nazioni Unite.

 

Tra le piattaforme open source, nate proprio per la didattica a distanza,  vi è Big Blue Button che non richiede alcuna installazione di applicazioni.

BBB è integrabile con la piattaforma e-learning moodle.org (ampiamente utilizzata da scuole e università) e consente la creazione di stanze di video conferenza con ruoli specifici per insegnanti e studenti.

La comunità italiana si è attivata con l’iniziativa  ioRestoACasa  e ha creato un sito Web che raccoglie alcuni servizi di video conferenza disponibili gratuitamente. Qui non sono presenti istanze di BigBlueButton, richiedendo queste molte risorse ed una gestione utenti strutturata (ci deve essere almeno un moderatore che crea ed apre le stanze), se siete interessati potete contattarci e metteremo noi a vostra disposizione un'utenza

In particolare, sono presenti servizi forniti dal Gruppo per l'Armonizzazione delle Reti della Ricerca (GARR), dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), dal alcune università Italiane come l’Università di Camerino e da altri enti e associazioni. Inoltre, un progetto interessante che raccoglie tutti gli strumenti utili(moodle, jitsi, cryptpad) per la didattica a distanza è Open Didattica.

 

Per ultimo ma non in ordine di importanza mi preme segnalare una lettera di un esperto di informatica inviata in qualità di genitore all'insegnante della propria figlia riguardo l'utilizzo di una piattaforma che molti insegnanti e studenti utilizzano in questo periodo: Edmodo.

Giacomo Tesio ci spiega come Edmodo  realizzi e diffonda un profilo psicologico e culturale dettagliato di studenti e insegnanti in cambio dei servizi offerti.

Edmodo è una società statunitense il cui business model si basa sulla creazione di modelli previsionali del comportamento degli utenti attraverso i quali influenzare il loro comportamento attraverso stimoli studiati sulla base dei loro personali bias cognitivi. 

Dice Tesio: "Ogni volta che un ragazzo visualizza un contenuto, completa un esercizio o comunque interagisce con una piattaforma come Edmodo, la sua attività viene registrata sui server di tale azienda. Oltre alle informazioni che Edmodo condivide con insegnanti e genitori, la piattaforma è in grado di rilevare e registra i tempi necessari al ragazzo per effettuare un compito, il numero di volte che visualizza un contenuto, su quali frasi si sofferma maggiormente e molto molto altro. E questo ogni singola volta, per tutto il tempo che il ragazzo utilizzerà questa piattaforma “didattica”.

Trattandosi poi di un'azienda statunitense (come Google, Facebook, etc) mantiene i dati acquisiti sui propri server negli Stati Uniti e non risponde alle leggi europee sulla privacy.

[Fonte]

Mi chiedo allora, perchè non dotare le scuole di propri server che assicurino le sicurezza dei dati?

Perchè non abbandonare questo atteggiamento "di emergenza" per costruire basi solide su cui costruire una didattica sicura e rispettosa dei diritti degli interessati?

Non so quando torneremo a scuola, non so se il mondo in futuro tornerà ad affrontare nuove emergenze ( speriamo di no), ma sarebbe interessante riflettere su tutto questo e immaginare soluzioni a lungo termine, facilmente implementabili con costi contenuti e sicuri al 100%.

Il 25 Aprile faremo una conferenza che affronterà questi temi, partecipate, ragioniamoci insieme e muoviamoci verso un mondo rispettoso degli altri.


Foto di copertina by Matthew Henry on Unsplash
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